"Il
musicoterapeuta è molto più di un terapista che si
avvale
delle musica come strumento terapeutico, riabilitativo, creativo ed espressivo ma il musicoterapeuta
è prima di tutto un professionista in continua formazione che attende, ascolta, osserva, crea,
modifica, accoglie, accetta, sorride.
Il musicoterapeuta vive delle emozioni che i pazienti gli rimbalzano e fa di queste motivazione di sempre nuovo aggiornamento, riflessioni e spunti creativi per rendere ogni volta speciale l'incontro con la persona. Persona che il musicoterapeuta accoglie nella sua totalità, nella sua complessità e diversità avvicinandosi a lui sullo stesso livello concentrandosi sulle sue capacità e non sulle sue parti 'malate'.
Il musicoterapeuta non giudica, ma accoglie qualsiasi reazione da parte della persona con cui si trova in relazione, cercando di cogliere le sue esigenze, di avvicinarsi al suo stato emotivo per cogliere il moto dei suoi sentimenti e creare una relazione empatica per poi farla divenire terapeutica.
Seppur ancora oggi, nonostante studiosi abbiano dimostrato gli effetti benefici della musicoterapia applicata in vari contesti legati a disagi, disabilità e malattie, l'indifferenza o ancor peggio l'ostilità nei confronti di questa disciplina è ancora troppo diffusa; per questo mi capita spesso di pensare che il musicoterapista sia un professionista coraggioso che, grazie alla consapevolezza data dall'esperienza e dalla conoscenza della materia, affronta e propone ogni volta progetti che offrono l'opportunità alle perone di rispondere a disagi e difficoltà.
Il musicoterapeuta si pone al livello delle persone con cui si relaziona accompagnandoli in un
percorso verso la consapevolezza che qualunque emozione, prodotta dall'ascolto e la produzione dell'elemento sonoro, è parte delle sua storia, dei suoi affetti e quindi della sua vita e come tale merita di essere valorizzata e vissuta."
delle musica come strumento terapeutico, riabilitativo, creativo ed espressivo ma il musicoterapeuta
è prima di tutto un professionista in continua formazione che attende, ascolta, osserva, crea,
modifica, accoglie, accetta, sorride.
Il musicoterapeuta vive delle emozioni che i pazienti gli rimbalzano e fa di queste motivazione di sempre nuovo aggiornamento, riflessioni e spunti creativi per rendere ogni volta speciale l'incontro con la persona. Persona che il musicoterapeuta accoglie nella sua totalità, nella sua complessità e diversità avvicinandosi a lui sullo stesso livello concentrandosi sulle sue capacità e non sulle sue parti 'malate'.
Il musicoterapeuta non giudica, ma accoglie qualsiasi reazione da parte della persona con cui si trova in relazione, cercando di cogliere le sue esigenze, di avvicinarsi al suo stato emotivo per cogliere il moto dei suoi sentimenti e creare una relazione empatica per poi farla divenire terapeutica.
Seppur ancora oggi, nonostante studiosi abbiano dimostrato gli effetti benefici della musicoterapia applicata in vari contesti legati a disagi, disabilità e malattie, l'indifferenza o ancor peggio l'ostilità nei confronti di questa disciplina è ancora troppo diffusa; per questo mi capita spesso di pensare che il musicoterapista sia un professionista coraggioso che, grazie alla consapevolezza data dall'esperienza e dalla conoscenza della materia, affronta e propone ogni volta progetti che offrono l'opportunità alle perone di rispondere a disagi e difficoltà.
Il musicoterapeuta si pone al livello delle persone con cui si relaziona accompagnandoli in un
percorso verso la consapevolezza che qualunque emozione, prodotta dall'ascolto e la produzione dell'elemento sonoro, è parte delle sua storia, dei suoi affetti e quindi della sua vita e come tale merita di essere valorizzata e vissuta."
(Serena Giulia, 'Il ritmo
delle emozioni, esperienza di musicoterapia in asilo nido', tesi di
diploma, 2011, pp.73)
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