giovedì 8 maggio 2014

I miei Progetti:

  • IL RITMO DELLE EMOZIONI, suono colori e movimento
progetto di musicoterapia per bambini dell'asilo nido                                                          (2010)

  • NINNA-NONNI
 progetto di musicoterapia dedicato alla relazione tra anziani e bambini                               (2012)

venerdì 2 maggio 2014




... Relazione ...
"Il musicoterapeuta è molto più di un terapista che si avvale
delle musica come strumento terapeutico, riabilitativo, creativo ed espressivo ma il musicoterapeuta
è prima di tutto un professionista in continua formazione che attende, ascolta, osserva, crea,
modifica, accoglie, accetta, sorride.
Il musicoterapeuta vive delle emozioni che i pazienti gli rimbalzano e fa di queste motivazione di sempre nuovo aggiornamento, riflessioni e spunti creativi per rendere ogni volta speciale l'incontro con la persona. Persona che il musicoterapeuta accoglie nella sua totalità, nella sua complessità e diversità avvicinandosi a lui sullo stesso livello concentrandosi sulle sue capacità e non sulle sue parti 'malate'.
Il musicoterapeuta non giudica, ma accoglie qualsiasi reazione da parte della persona con cui si trova in relazione, cercando di cogliere le sue esigenze, di avvicinarsi al suo stato emotivo per cogliere il moto dei suoi sentimenti e creare una relazione empatica per poi farla divenire terapeutica.
Seppur ancora oggi, nonostante studiosi abbiano dimostrato gli effetti benefici della musicoterapia applicata in vari contesti legati a disagi, disabilità e malattie, l'indifferenza o ancor peggio l'ostilità nei confronti di questa disciplina è ancora troppo diffusa; per questo mi capita spesso di pensare che il musicoterapista sia un professionista coraggioso che, grazie alla consapevolezza data dall'esperienza e dalla conoscenza della materia, affronta e propone ogni volta progetti che offrono l'opportunità alle perone di rispondere a disagi e difficoltà.
Il musicoterapeuta si pone al livello delle persone con cui si relaziona accompagnandoli in un
percorso verso la consapevolezza che qualunque emozione, prodotta dall'ascolto e la produzione dell'elemento sonoro, è parte delle sua storia, dei suoi affetti e quindi della sua vita e come tale merita di essere valorizzata e vissuta."

(Serena Giulia, 'Il ritmo delle emozioni, esperienza di musicoterapia in asilo nido', tesi di diploma, 2011, pp.73)

Approccio Psicodinamico in Musicoterapia

L'approccio psicodinamico, in musicoterapia, prevede un modo di avvicinare, osservare, ascoltare e
vivere la relazione terapeutica con il paziente caratterizzata dall'impatto emotivo che essa ha di per
sé anche sul terapista stesso.
Quando il musicoterapista è in relazione con il paziente, ad esempio in un momento di
improvvisazione musicale, non resta esclusivamente in ascolto della produzione sonora prodotta
dall'altro ma rimane attento a cogliere 'l'altro nella musica'.
Nell'approccio psicodinamico l'improvvisazione clinica rivela forme dinamiche del sentimento,
l'essenza del modo della persona di essere al mondo, sebbene la relazione sia sempre creata da
entrambi gli esecutori (paziente e terapista). Da questo punto di vista possiamo dire che la persona è
concepita all'interno della relazione ed il terapista deve sempre mantenere un vivo ascolto per
cogliere gli aspetti emotivi dell'improvvisazione prodotta dal paziente, pur considerando gli effetti
emotivi percepiti da lui stesso.
L'atto dell'ascolto risulta essere così un atto percettivo, cognitivo ed emotivo. L'ascolto assume
caratteristiche diverse man mano che l'evento sonoro ai avvia alla conclusione; in questo caso,
infatti ascoltiamo il suo 'eco' e le pulsazioni fisiche, musicali ed emotive dell'armonizzazione tra
terapista e paziente. Al termine dell'evento sonoro terapista e paziente hanno accumulato
impressioni, immagini musicali,m sensazioni che possono essere al mimite, appena formate, dovute
al movimento emotivo che porta il momento della conclusione. In questo caso l'ascolto è ancora
'caldo', pervaso dall'immediatezza del colore e dell'emozione prodotta.
Vivere, ascoltare ed ascoltarsi nel momento della seduta è fondamentale per il musicoterapeuta che
adotta un approccio psicodinamico, dove sono importanti le dinamiche che si manifestano nel 'qui
ed ora'.
Tuttavia il musicoterpeuta dovrà svolgere anche un lavoro di 'rilettura a freddo' di ogni seduta, dove
potrà soffermarsi maggiormente sugli aspetti oggettivi e razionali; in questo caso la qualità
dell'attenzione può essere descritta come più fredda, più obiettiva, nel senso che il terapista ascoltatore
non è più nell'evento anche se è alimentato dalle tracce cinetiche ed emotive dell'evento
stesso e da altre impressioni non musicali.
Sentimenti ed intuizioni sorte durante la seduta vengono così rivisitate e siamo pronti ad accogliere
quelle nuove che emergono da questo 'secondo ascolto'.
Si potrebbe dire che il terapista sintetizza tutte le esperienze di ascolto nel momento in cui formula
un'interpretazione ma, oltre questo, il terapista ascolta anche se stesso sia emotivamente sia
verbalmente e tale ascolto contribuisce all'interpretazione che pertanto deriva dalla sommatoria dei
diversi tipi di ascolto.
L'interpretazione in musicoterapia porta con sé alcune riflessioni su cui è sempre vivo un dibattito
aperto: occorre interpretare a tutti i costi? L'interpretazione è da verbalizzare oppure no? Portare
allo stato conscio è sempre corretto?



Introduzione

L'Emozione ha un ritmo? E se ce l'ha di quale ritmo si tratta? Sarà un binario un ternario, un ritmo dal tempo veloce oppure lento? 
Ogni Emozione ha un ritmo e per me il ritmo delle emozioni è quell'energia che dona all'emozione la forza di manifestarsi.
Dal fondo delle nostre memorie, del nostro vissuto e soprattutto dell'inconscio le Emozioni si arrampicano fino a raggiungere la superficie e non chiedono altro che essere ascoltate per così come si manifestano. A volte si presentano in maniera delicata, quasi in punta di piedi ma occorre anche accettare quelle volte in cui si manifestano in maniera dirompente e destabilizzante come una vera e propria tempesta!
Accogliamo attraverso l'ascolto e la produzione sonora noi stessi, senza giudizio, senza ragionamenti, senza pretese solo con il desiderio di penetrare più in profondità ed incontrare parti della nostra personalità perdute o mai considerate al fine di migliorare il nostro stato di salute, ovvero l'equilibrio tra le sfere biologiche, psicologiche e sociali.

In Ascolto continuo.

Giulia.